BLOG ORATIANO

Sassi nello stagno

(aggiornato quando mi pare)

I

Il prezzo di condurre una politica estera sulla base di principi astratti è l’impossibilità di distinguere tra casi  individuali, finendo per trattare in modo uguale situazioni diverse.

 

II

Riforma delle pensioni e allungamento dell’età lavorativa. Ministro Padoan: “Sulle pensioni una soluzione di sinistra. Pensiamo di più ai giovani”:

 

“La sostenibilità delle finanze pubbliche riguarda le generazioni future, che oggi sono più deboli. Capisco che è scomodo ricordarlo ma è il mio compito. E rinunciare all'adeguamento dell'età avrebbe fatto saltare parametri che la Commissione europea ritiene fondamentali per il contenimento del debito” (Repubblica, 24 novembre 2017)

 

Con una disoccupazione giovanile che sfiora il 40% bisogna osare sfidare le leggi del ridicolo per affermare che la soluzione per tutelare le generazioni future è  aumentare l’età pensionabile. Keynes se la ride, i lavoratori un po’ meno. E i giovani? I giovani, a cui l’occhialuto ministro paternalmente e austeramente pensa, dovrebbero piangere.

 

III

  

Vi sono diversi difetti nel buonismo universale astratto e nell’imperativo categorico solidaristico (“abbiamo il dovere di accoglierli”) in nome del quale si incitano le società avanzate a spalancare le porte ai migranti. Anzitutto, v’è un difetto concettuale: una comunità politica non è responsabile per le sorti del mondo intero, a meno di non farsi Impero, ma solo della porzione di territorio - e delle persone che abitano entro i suoi confini - su cui esercita la sua sovranità, cioè la sua responsabilità di governo.

Sovranità? Sì, lo so, la parola ti urta: ti hanno insegnato che è una parolaccia. E invece no. Sovranità vuol dire responsabilità. La parolaccia la dice chi crede, poco modestamente, di poter (e dover) risolvere i mali del mondo - parossismo di una sovranità da cui, per altri versi, dovremmo liberarci (ce lo chiede l’Europa). 

Occorre però decidersi: se ansimi dalla volontà di “cedere sovranità” sugli affari tuoi, non puoi volerla poi esercitare sugli affari altrui. Chi non è responsabile neanche più dei suoi poveri (“per non far saltare i parametri di Bruxelles”), non lo è di certo degli uomini appartenenti ad altre comunità. Non ti piace il paragone? Pazienza. La responsabilità di una comunità politica è limitata, ed è quella di “respondere” ai propri componenti. Uno stato, ovvero una comunità, non è responsabile illimitatamente verso l’umanità in generale, per la semplice ragione che una tale umanità non esiste: esistono uomini in carne ed ossa, che vivono sempre in comunità, giacché uomini che pascolano allo stato brado non esistono - se te lo sei dimenticato, o se non lo hai mai saputo, ripassa Aristotele.

La favola insegna che il buonismo universale astratto, quando non è in cattiva fede, è in cattiva compagnia: di una mentalità neo-coloniale.

© 2017 by Federico Nicolaci

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